La Corte di Cassazione si esprime sulle modalità di prelievo dei campioni di combustibile
Con sentenza n. 31477 del 2 dicembre 2025, la Corte di Cassazione si è pronunciata sulle modalità di prelievo dei campioni di combustibile finalizzate al controllo del tenore di zolfo di cui all’articolo 295 del D. Lgs. 152/2006.
Nel corso di un controllo eseguito a bordo della m/n Bonaria, ormeggiata nel porto di Civitavecchia, la Capitaneria di Porto aveva prelevato campioni di combustibile non dal serbatoio – come previsto dalla normativa – bensì dal sistema di filtraggio dell’apparato motore. Le analisi avevano evidenziato un tenore di zolfo superiore allo 0,1%, con conseguente irrogazione della sanzione amministrativa prevista dalla normativa vigente.
La società armatrice ha impugnato l’ordinanza deducendo l’illegittimità del prelievo. Sia il Tribunale sia la Corte d’Appello hanno rigettato l’opposizione. Al contrario, la Cassazione, investita della questione, ha accolto il ricorso, chiarendo che il prelievo dei campioni di combustibile ai fini della verifica del tenore di zolfo deve essere necessariamente eseguito nel serbatoio, non essendo ammissibili prelievi in punti alternativi dell’apparato motore.
Secondo la Suprema Corte, la disciplina delle sanzioni amministrative è governata dai principi di legalità, tipicità e tassatività, che impongono un’interpretazione rigorosa – e non estensiva – dei presupposti e delle modalità di accertamento degli illeciti. Al momento del prelievo (10 dicembre 2014), la normativa nazionale indicava espressamente il serbatoio come luogo nel quale effettuare il campionamento: l’operato della Capitaneria di Porto si era dunque posto in contrasto con la legge. L’illegalità – oltre che la scarsa attendibilità del campione prelevato – ha condotta la Corte di Cassazione ad annullare la sanzione amministrativa irrogata nei confronti della società armatrice.
La pronuncia ha ricadute operative rilevanti. Da un lato, le autorità marittime dovranno assicurarsi che il preliavo di campioni venga scrupolosamente effettuato nel serbatoio della nave: prelievi effettuati in punti diversi comprometteranno la legittimità dell’accertamento e renderanno l’eventuale sanzione amministrativa facilmente impugnabile. Dall’altro lato, gli armatori saranno maggiormente tutelati da una sentenza che rafforza le garanzie procedurali contro modalità di accertamento del tenore di zolfo non codificate.
Camilla Del Re
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