Sentenza della Corte di Giustizia dell’UE sulla responsabilità del vettore aereo in caso di cancellazione del volo

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Con sentenza dell’ 11 maggio 2017, la Corte di Giustizia dell’Unione Europea si è pronunciata sulla portata da attribuire agli articoli 5, paragrafo 1, lettera c) e 7 del Regolamento (CE) n. 261/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, che istituisce regole comuni in materia di compensazione ed assistenza ai passeggeri in caso di negato imbarco, cancellazione del volo o ritardo prolungato. Il giudice comunitario ha chiarito che, laddove la cancellazione del volo non sia stata comunicata ai passeggeri almeno due settimane prima dell’orario di partenza previsto, il vettore aereo operativo è tenuto a pagare agli stessi un’adeguata compensazione pecuniaria. La Corte di Giustizia ha inoltre precisato che l’obbligo di compensazione resterebbe a carico del vettore anche nel caso in cui l’omessa comunicazione della cancellazione del volo ai passeggeri sia imputabile all’agente di viaggio che, pur essendo stato tempestivamente  informato dell’inconveniente dalla compagnia aerea, non abbia prontamente trasmesso l’informazione ai passeggeri.