Sentenza della Corte di Giustizia dell’UE sulla natura dei servizi di intermediazione taxi di Uber

single

Con sentenza del 20 dicembre 2017, nella causa C-434/15, la Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha stabilito che un servizio d’intermediazione, come quello di Uber, avente ad oggetto la messa in contatto mediante un’applicazione per smartphone, dietro retribuzione, tra conducenti non professionisti, che utilizzano il proprio veicolo, e persone che desiderano effettuare uno spostamento nell’area urbana, deve essere considerato indissolubilmente legato ad un servizio di trasporto e rientrante, pertanto, nella qualificazione di «servizi nel settore dei trasporti», ai sensi dell’articolo 58, paragrafo 1, TFUE. Un servizio siffatto deve, di conseguenza, essere escluso dall’ambito di applicazione dell’articolo 56 TFUE, della direttiva 2006/123 e della direttiva 2000/31.