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La Corte di Giustizia UE e le “quasi anti-suit injunctions”

La Corte di Giustizia UE delinea, con sentenza 7.9.2023 (causa C-590/21), la figura della “quasi anti-suit injunction” e cioè di un provvedimento che, pur non essendo propriamente una “anti-suit injunction”, produce effetti analoghi e quindi incontra le stesse criticità rispetto alla disciplina dello spazio giuridico europeo.

La vicenda può essere brevemente riassunta come segue. La nave “Alexandros T” affondò il 3 maggio 2006; Starlight (proprietario) e Overseas (manager) chiesero agli assicuratori il pagamento dell’indennizzo di perdita totale, che venne negato dagli assicuratori; la controversia venne poi definita con un accordo transattivo. Successivamente alla conclusione dell’accordo, Starlight e Overseas instaurarono di fronte al Tribunale del Pireo una causa contro lo studio di consulenza legale e tecnica Charles Taylor e contro FD (dirigente di Charles Taylor) chiedendo il risarcimento dei danni subiti a causa di affermazioni false e diffamatorie rilasciate nel corso della controversia relativa al pagamento dell’indennizzo.

Charles Taylor e FD si rivolsero allora alle corti inglesi per ottenere una dichiarazione che le azioni promosse in Grecia costituivano violazione dell’accordo transattivo e della clausola di designazione del foro ivi contenuta, nonché la condanna al risarcimento delle spese. Tali domande vennero accolte dalla High Court.

Charles Taylor e FD chiesero quindi il riconoscimento in Grecia, norma del Regolamento 44/2001, dei provvedimenti della High Court inglese. La domanda di riconoscimento, accolta dal giudice di primo grado, venne invece respinta dalla Corte d’Appello del Pireo, in quanto contraria all’ordine pubblico. La Corte di Cassazione greca, adita da Charles Taylor, sottopose una questione pregiudiziale alla Corte di Giustizia.

La Corte europea, richiamato il principio della reciproca fiducia tra Stati membri ed i suoi precedenti in tema di anti-suit injunctions, ha ritenuto che, “sebbene tale sentenza e tali ordinanze non abbiano ad oggetto il divieto ad una parte di proporre o proseguire un’azione dinanzi ad un organo giurisdizionale straniero, esse potrebbero essere considerate come aventi quanto meno l’effetto di dissuadere la Starlight e la Overseas … dall’adire organo giurisdizionali greci o dal mantenere dinanzi ad essi un’azione avente lo stesso oggetto di quelle intraprese dinanzi agli organi giurisdizionali del Regno Unito”.

Secondo la Corte, i provvedimenti in questione, che possono essere qualificati come “quasi anti-suit injunction”, si pongono quindi in contrasto con i principi della reciproca fiducia e della competenza di ciascun giudice a decidere sulla propria competenza e sono idonei a pregiudicare l’accesso alla giustizia. Ne consegue che il riconoscimento di tali provvedimenti può essere negato in quanto contrario all’ordine pubblico, ai sensi dell’art. 34.1 del Regolamento 44/2001 (oggi art. 45.1 del Regolamento 1215/2012).

Marco Lopez de Gonzalo

marco.lopez@mordiglia.it

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