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Il contratto di logistica nel Codice Civile

Con la Legge n. 79/2002 è stato modificato l’art. 1677-bis cod. civ. introducendovi uno specifico riferimento ai contratti per la fornitura di servizi di logistica.

Il testo previgente dell’art. 1677-bis cod. civ. era come segue: “Se l’appalto ha per oggetto, congiuntamente, la prestazione di più servizi relativi alle attività di ricezione, deposito, custodia, spedizione, trasferimento e distribuzione di beni di un altro soggetto, alle attività di trasferimento di cose da un luogo ad un altro si applicano le norme relative al contratto di trasporto, in quanto compatibili”.

Il nuovo testo recita invece così: “Se l’appalto ha per oggetto, congiuntamente, la prestazione di due o più servizi di logistica relativi alle attività di ricezione, trasformazione, deposito, custodia, spedizione, trasferimento e distribuzione di beni di un altro soggetto, alle attività di trasferimento di cose da un luogo a un altro si applicano le norme relative al contratto di trasporto, in quanto applicabili”.

Dal confronto tra le due formulazioni si nota che le differenze sono: (i) la precisazione “due o più servizi”; (ii) la sostituzione di “servizi relativi a” con “servizi di logistica relativi a”; (iii) l’aggiunta, nell’elencazione delle tipologie di servizi, della “trasformazione” di beni.

Nessuna di tali modifiche appare significativa e forse nemmeno utile.

(i) “più servizi” e “due o più servizi” sono espressioni del tutto equivalenti.

(ii) sostituire “servizi” con “servizi di logistica” non aggiunge nulla alla precisione della definizione ed anzi rischia l’effetto contrario; da un lato la descrizione delle diverse tipologie di servizi nel precedete testo corrispondeva già a quelli che vengono comunemente intesi come servizi di logistica; dall’altro non esiste una definizione legislativa di servizi di logistica alla quale si possa ritenere che il nuovo testo dell’art. 1677-bis cod. civ. abbia inteso fare riferimento. Data la variabilità dei contenuti che i contratti di logistica possono assumere nella pratica, una definizione normativa che ne cristallizzi la configurazione, non è forse nemmeno opportuna.

(iii) le attività di “trasformazione” di beni non sembrano una componente tipica o frequente dei contratti di logistica.

In realtà, lo stesso art. 1677-bis cod. civ. anche nella sua prima formulazione, introdotta con la Legge n. 234/2021, è probabilmente superfluo. I contratti per la fornitura di servizi di logistica potevano infatti trovare (come ritenuto da dottrina e giurisprudenza) una disciplina adeguata già nell’art. 1677 cod. civ., che per i contratti di appalto di servizi rinvia alle norme sulla somministrazione. Tra queste ultime, rileva in particolare l’art. 1570 cod. civ. secondo il quale “si applicano alla somministrazione, in quanto compatibili con le disposizioni che precedono, anche le regole che disciplinano il contratto a cui corrispondono la singole prestazioni”. In questo modo, l’applicazione delle norme relativa alle singole tipologie di servizio, veniva garantita non solo per il trasporto, ma per tutte le possibili prestazioni che possono far parte di un contratto di logistica (per es. deposito, mandato).

 

Marco Lopez De Gonzalo

marco.lopez@mordiglia.it