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Arbitrato e procedure concorsuali

Il contratto di compravendita di merci stipulato tra un trader svizzero ed una società italiana in regime di amministrazione straordinaria prevedeva una clausola compromissoria per arbitrato a Londra. Essendo insorta una controversia, vennero emessi tre lodi arbitrali, dei quali il trader svizzero chiese poi il riconoscimento in Italia a norma dell’art. 839 c.p.c..

La società italiana propose opposizione, invocando l’art. 840, comma 5, n.1 c.p.c. e sostenendo che la pendenza della procedura di amministrazione straordinaria precludeva il deferimento della controversia ad arbitrato, dovendo tutte le controversie essere sottoposte al Tribunale di Milano, in quanto tribunale che aveva dichiarato lo stato di insolvenza.

Questa argomentazione è stata respinta dalla Corte d’Appello di Milano la quale, premesso che non esiste una incompatibilità assoluta tra procedure concorsuali e arbitrato, ha rilevato che, così come il curatore che subentri in un contratto contenente una clausola compromissoria è vincolato da detta clausola, lo stesso deve valere, a maggior ragione, qualora il contratto contenente la clausola compromissoria sia stato stipulato già in pendenza di una procedura concorsuale.

La Corte d’Appello aggiunge che la conclusione così accolta non viola il principio della par condicio, in quanto la decisione arbitrale potrà poi essere fatta valere nel rispetto di tale principio.

Giorgio Cosulich
giorgio.cosulich@mordiglia.it

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