Legge di delegazione europea

Con legge n. 163/2017 il parlamento Italiano ha delegato il Governo a dare attuazione alle direttive europee in tema di sistema ferroviario dell’Unione, scambio automatico obbligatorio di informazioni nel settore fiscale, contrasto alle pratiche di elusione fiscale, riduzione delle emissioni nazionali di determinati inquinanti atmosferici, attività e vigilanza degli enti pensionistici aziendali o professionali.

La stessa legge ha altresì delegato il Governo ad adeguare la normativa nazionale al Regolamento n. 679/2016 relativo alla tutela della privacy, che entrerà in vigore il 25 maggio 2018.

Attuazione della Direttiva (UE) n. 2015/719 in tema di autotrasporto

Con Decreto Ministeriale del 6 aprile 2017, l’ordinamento italiano ha recepito la Direttiva UE n. 2015/719 in tema di peso e dimensioni dei veicoli commerciali stradali. Allo scopo di scoraggiare il sovraccarico dei mezzi, la nuova disciplina prevede l’obbligo per lo speditore di consegnare all’autotrasportatore una dichiarazione attestante il peso del container o della cassa mobile caricata, nonché la necessaria installazione a bordo (a decorrere dal 27 maggio 2021) di apposite apparecchiature per la rilevazione del peso. Quanto alle dimensioni, la novità principale riguarda i veicoli equipaggiati con dispositivi aerodinamici, per i quali viene concesso il superamento della lunghezza massima prevista. Il Decreto di attuazione si segnala anche per una definizione di “trasporto intermodale”, inteso come il trasporto combinato di uno o più container o casse mobili per una lunghezza che può arrivare fino a 45 piedi.

Attuazione in Italia della Direttiva UE sull’equipaggiamento marittimo

Il 7 giugno 2017 il governo italiano ha approvato, in esame preliminare, un regolamento che attua la direttiva 2014/90/UE del Parlamento europeo e del Consiglio sull’equipaggiamento marittimo. Il regolamento di attuazione ha lo scopo di migliorare la sicurezza in mare e prevenire l’inquinamento marino mediante l’applicazione uniforme di strumenti internazionali relativi all’equipaggiamento marittimo (da installare a bordo delle navi battenti bandiera di qualsiasi Stato membro dell’UE), nonché di garantire la libera circolazione di tale equipaggiamento all’interno del territorio comunitario. Inoltre, il nuovo regolamento istituisce l’Autorità di Vigilanza sul Mercato per la valutazione dei rischi derivanti dagli equipaggiamenti marittimi in commercio e a bordo dei navigli europei.

Bunkeraggio di navi tra soggetti italiani ed esenzioni IVA

Le cessioni di carburante, anche tramite intermediario, che intervengono tra soggetti italiani in relazione al bunkeraggio di navi, ricadono nel regime di non imponibilità ex art. 8-bis, lett. d, della legge IVA, se ricorrono unicamente i due requisiti dello svolgimento di attività commerciale e della navigazione in alto mare (come precisato dalla Risoluzione del 12 gennaio 2017, n. 2/E, dell’Agenzia delle Entrate). Come indica la Risoluzione n. 1/E del 9 gennaio 2017, il nuovo codice doganale unionale non prevede più la necessità di adottare la procedura dell’esportazione per le provviste di bordo (art. 269, par. 2, lett. c, Reg. CE n. 952/2013), cosicchè non ci si può più avvalere della presunzione di esportazione accordata dalla precedente disciplina che richiamava il titolo di non imponibilità di cui all’art. 8 lett. a) legge IVA.

Semplificazione delle regole comunitarie sugli investimenti pubblici in porti e aeroporti

La Commissione Europea ha esteso agli investimenti pubblici in porti e aeroporti l’ambito di applicazione del Regolamento Generale di Esenzione per Categoria del 2014, il quale autorizza gli Stati membri ad attuare, senza il previo controllo della Commissione, aiuti di Stato che abbiano scarse probabilità di falsare la concorrenza. L’intervento delle istituzioni comunitarie mira al potenziamento degli investimenti pubblici in settori (come quello portuale e aeroportuale) in grado di creare nuovi posti di lavoro e di stimolare la crescita economica, salvaguardando al contempo il principio di libera concorrenza. Per quanto attiene agli aeroporti, gli Stati Membri possono adesso effettuare investimenti pubblici negli aeroporti regionali che gestiscano fino a 3 milioni di passeggeri all’anno e coprire le spese di funzionamento degli aeroporti che gestiscano fino a 200.000 passeggeri all’anno; con riferimento ai porti, vengono autorizzati investimenti pubblici fino a 150 milioni di Euro nei porti marittimi e fino a 50 milioni di Euro nei porti interni, nonché la copertura delle spese di dragaggio dei porti e delle relative vie di accesso.

La nuova normativa comunitaria in tema di fornitura di servizi portuali

Il 24 Marzo 2017 entrerà in vigore il nuovo Regolamento (UE) 352/2017, che istituisce un nuovo quadro normativo in tema di fornitura di servizi portuali ed introduce norme comuni in materia di trasparenza finanziaria, diritti per i servizi portuali e uso delle infrastrutture portuali. Lo scopo perseguito dalle istituzioni comunitarie con la nuova normativa consiste nella definizione di disposizioni trasparenti, eque e non discriminatorie per favorire una buona strategia commerciale e per fare in modo che i piani di investimento dei porti rispettino pienamente le norme in materia di concorrenza prevedendo, ove necessario, l’intervento sussidiario degli organi comunitari ex art. 5 TUE.

Iscrizione nel Registro Internazionale Italiano di navi in regime di temporanea dismissione di bandiera comunitaria

La Legge 7.7.2016 n. 122 (Legge Europea 2015-2016) ha previsto la modifica dell’art. 1 comma 2 lettera c) della legge di istituzione del Registro Internazionale Italiano di navi (D. Lgs. 30.12.1997 n. 457), rendendo possibile iscrivere nella terza sezione del Registro anche le navi che appartengono a soggetto comunitario che, a seguito di locazione a scafo nudo a soggetto Italiano o comunitario, sono in regime di sospensione dal registro comunitario di appartenenza.

Navi adibite alla navigazione in alto mare ed esenzioni IVA

Con Risoluzione del 12 gennaio 2017, n. 2/E, l’Agenzia delle Entrate, oltre ad escludere dalle agevolazioni relative alle cessioni e alle prestazioni di servizi (art. 8-bis Decreto IVA) le navi impiegate in operazioni di salvataggio o di assistenza in mare e le navi adibite alla pesca costiera, ha stabilito che l’esenzione IVA delle navi “adibite alla navigazione in alto mare” sia subordinata alla verifica, sulla base di documentazione ufficiale riferita all’anno precedente, dello svolgimento di viaggi in alto mare (oltre le 12 miglia marine) in misura superiore al 70%. L’intervento dell’Agenzia delle Entrate implica dunque che i requisiti di lunghezza e stazza a suo tempo individuati dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea per la definizione delle navi “adibite alla navigazione in alto mare” (CGUE, Commissione/Francia, C-197/12) non siano più sufficienti per garantire la predetta esenzione.

Il nuovo sistema di recupero crediti transfrontaliero

Il 18 Gennaio 2017 scatta il nuovo meccanismo giuridico previsto dal Regolamento (UE) n. 655/2014 per il recupero transfrontaliero di crediti in materia civile e commerciale: in attesa di ottenere la decisione sul merito, i creditori potranno chiedere l’emissione di un’ordinanza europea di sequestro conservativo, volta ad evitare che il patrimonio del debitore diventi irrintracciabile. Per l’ottenimento della predetta ordinanza non è richiesta la rappresentanza di un legale e, una volta emessa, il suo riconoscimento opererà in maniera automatica in tutti gli Stati membri.

Finanziamento per la costruzione di navi e regime di “tonnage tax”

A seguito di un interpello presentato da una compagnia di navigazione, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che, in caso di parziale rinuncia da parte di un istituto bancario al credito relativo al finanziamento per la costruzione di una nave soggetta al regime di tonnage tax, la sopravvenienza attiva così derivante resta sottoposta al predetto regime e non potrà quindi essere autonomamente assoggettata all’IRES. A supporto della propria conclusione, l’Agenzia delle Entrate ha sottolineato che, secondo le disposizioni in tema di tonnage tax, i ricavi e/o le perdite conseguenti alla vendita di una nave soggetta a tale regime sono già ricompresi nell’imponibile forfettario.