Sentenza della Corte di Giustizia dell’UE sulla responsabilità del vettore aereo in caso di cancellazione del volo

Con sentenza dell’ 11 maggio 2017, la Corte di Giustizia dell’Unione Europea si è pronunciata sulla portata da attribuire agli articoli 5, paragrafo 1, lettera c) e 7 del Regolamento (CE) n. 261/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, che istituisce regole comuni in materia di compensazione ed assistenza ai passeggeri in caso di negato imbarco, cancellazione del volo o ritardo prolungato. Il giudice comunitario ha chiarito che, laddove la cancellazione del volo non sia stata comunicata ai passeggeri almeno due settimane prima dell’orario di partenza previsto, il vettore aereo operativo è tenuto a pagare agli stessi un’adeguata compensazione pecuniaria. La Corte di Giustizia ha inoltre precisato che l’obbligo di compensazione resterebbe a carico del vettore anche nel caso in cui l’omessa comunicazione della cancellazione del volo ai passeggeri sia imputabile all’agente di viaggio che, pur essendo stato tempestivamente  informato dell’inconveniente dalla compagnia aerea, non abbia prontamente trasmesso l’informazione ai passeggeri.

Un’altra sentenza in tema di costi minimi dell’autotrasporto

Con sentenza n. 2655 del 21 Febbraio 2017, il Tar del Lazio ha annullato i provvedimenti con cui il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti aveva determinato i costi minimi relativi all’autotrasporto per conto terzi, sulla base della medesima formula utilizzata in precedenza dall’Osservatorio sulle Attività di Autotrasporto.  Nella motivazione, il TAR richiama anche l’importante decisione della Corte di Giustizia dell’Unione Europea del 4 Settembre 2014, con la quale il giudice comunitario ha dichiarato l’incompatibilità dell’art. 83-bis D.L. 112/2008 con il principio della libera concorrenza ex art. 101 TFUE,  in quanto l’art 83-bis prevedeva che le tariffe dell’autotrasporto fossero calcolate sulla base dei costi minimi di esercizio determinati da un organismo (l’Osservatorio sulle Attività di Autotrasporto) principalmente composto dagli operatori economici interessati.

Azione diretta del sub-vettore e fallimento

Con sentenza resa in data 28.09.2015, il Tribunale di Torino ha affermato che la disposizione di cui all’art. 7-ter D. Lgs. 286/2005 – relativa all’azione diretta del sub-vettore nei confronti delle altre imprese coinvolte nella filiera del traporto – possa trovare applicazione soltanto tra soggetti in bonis. In particolare, il Tribunale ha chiarito che – laddove intervenga una procedura fallimentare – debbano trovare applicazione le norme speciali dettate dalla Legge Fallimentare, il cui principio fondamentale è quello della par condicio creditorum.