Clandestini e protezione internazionale in Italia

In un recente caso, il nostro Studio ha affrontato la problematica inerente i clandestini a bordo delle navi e la conseguente possibilità di sbarco e rimpatrio nel loro Paese d’origine. Tale problematica è stata risolta alla luce di quell’insieme di diritti fondamentali riconosciuti in Italia sotto il nome di “protezione internazionale” a garanzia di tutti i soggetti stranieri o apolidi, conformemente alle disposizioni di cui alla Convenzione di Ginevra del 1951.

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La Corte di giustizia sui lavoratori portuali: accesso al mercato e problemi di sicurezza

Una legge che riserva il lavoro portuale a lavoratori riconosciuti può essere compatibile con il diritto dell’Unione se mira a garantire la sicurezza nelle zone portuali e la prevenzione degli infortuni sul lavoro. L’intervento di una commissione amministrativa paritetica nel riconoscimento dei lavoratori portuali non è né necessario né appropriato per conseguire l’obiettivo perseguito. È quanto dichiara la Corte di Giustizia UE nella sentenza dell’11 febbraio 2021 nelle cause riunite n. C-407/19 e C-471/19.

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POLIZZA YACHT: LA COPERTURA OPERA SOLO QUANDO L’ALLAGAMENTO E’ DOVUTO A MOTO ONDOSO CAUSATO DAL MALTEMPO?

La Corte d’Appello di Genova si è recentemente pronunciata su un caso interessante in materia di copertura assicurativa di yacht  fornendo un’interpretazione estensiva degli eventi coperti dalla polizza includendo l’affondamento e l’allagamento dello yacht quando non solo quando tali eventi siano causati dal moto ondoso “per cattivo tempo”.

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Contratti on-line e Convenzione di Montreal 1999

Con la sentenza n. 18527/2019 le Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno affermato che, nel caso di contratti conclusi on-line, l’art. 33.1 della Convenzione di Montreal del 1999 in tema di trasporto aereo, nella parte in cui consente al danneggiato di citare il vettore aereo nel luogo in cui questi ha una sede attraverso la quale il contratto è stato concluso, deve essere interpretata nel senso che tale luogo coincide con la residenza del passeggero, in quanto in tale luogo il passeggero riceve la conferma della sua prenotazione.

Attacco al Museo del Bardo di Tunisi: il Tour Operator non risponde per l’attacco terroristico

SLM ha assistito una compagnia crocieristica nei reclami proposti dalle vittime dell’attacco terroristico avvenuto al Museo del Bardo di Tunisi il 18.3.2015 durante un’escursione turistica. Il Tribunale di Torino con sentenza in data 12.11.2018 e il Tribunale di Verona con sentenza in data 24.12.2018 hanno respinto i reclami proposti  affermando che i) l’obbligazione di diligenza che grava sul Tour Operator è soddisfatta con l’osservanza di tutte le informazioni ufficiali disponibili e ii) il Tour Operator non risponde delle conseguenze dell’attacco terroristico del tutto imprevedibile ed inevitabile,  che esula dalla sua sfera di controllo.

Riconsegna parziale della merce: il destinatario è legittimato ad agire contro il vettore

La Corte d’Appello di Milano ha ritenuto che il principio secondo il quale la legittimazione ad agire per il risarcimento del danno subito dalle merci durante il trasporto spetta in via esclusiva al destinatario che abbia richiesto al vettore terrestre, anche tramite comportamenti concludenti, la riconsegna della merce (art. 13 CMR e 1689 c.c.) sia applicabile anche  nel caso di riconsegna parziale. Momento determinante ai fini della assunzione della titolarità dei diritti inerenti al trasporto è, infatti, quello della presa in consegna del carico (o della richiesta) da parte del destinatario, essendo irrilevante, vista l’inscindibilità dell’obbligazione in questione, la parzialità della stessa.

Sentenza della Corte di giustizia europea sul significato di reclamo in “forma scritta” nella Convenzione di Montreal

L’Art. 31 della Convenzione di Montreal prevede che, in caso di perdita o danneggiamento del bagaglio,  debba essere presentato entro 7 giorni un reclamo “scritto”, in mancanza del quale “si estinguono le azioni nei confronti del vettore“.

Nell’ambito di un procedimento dinanzi alla Corte Suprema Finlandese, è emersa la questione se un reclamo presentato telefonicamente dal passeggero e registrato per iscritto dal vettore aereo soddisfasse il requisito di cui all’art. 31 della Convenzione di Montreal.

La Corte di Giustizia, con sentenza del 12 aprile 2018 (causa C-258/16, Finnair v Fennia), avendo notato che la Convenzione di Montreal mira ad un “giusto equilibrio degli interessi“, ha ritenuto che il requisito di cui all’articolo 31 della Convenzione di Montreal è soddisfatto con la registrazione del reclamo nel sistema informatico del vettore o quando un rappresentante del vettore registri, con conoscenza del passaggero, su supporto cartaceo o elettronico il reclamo presentato oralmente dal passeggero.

Sentenza della Corte di Giustizia dell’UE sulla natura dei servizi di intermediazione taxi di Uber

Con sentenza del 20 dicembre 2017, nella causa C-434/15, la Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha stabilito che un servizio d’intermediazione, come quello di Uber, avente ad oggetto la messa in contatto mediante un’applicazione per smartphone, dietro retribuzione, tra conducenti non professionisti, che utilizzano il proprio veicolo, e persone che desiderano effettuare uno spostamento nell’area urbana, deve essere considerato indissolubilmente legato ad un servizio di trasporto e rientrante, pertanto, nella qualificazione di «servizi nel settore dei trasporti», ai sensi dell’articolo 58, paragrafo 1, TFUE. Un servizio siffatto deve, di conseguenza, essere escluso dall’ambito di applicazione dell’articolo 56 TFUE, della direttiva 2006/123 e della direttiva 2000/31.

Handling aeroportuale e contratto a favore di terzo

Con sentenza n. 21850 del 20 settembre 2017, la Corte di Cassazione ha statuito che il rapporto che si instaura tra vettore aereo, operatore di handling e interessato al carico non può essere configurato in termini di contratto a favore di terzo, così escludendo la sussistenza di un rapporto obbligatorio di natura contrattuale tra operatore di handling e interessato al carico. Il giudice di legittimità ha fondato la propria decisione sul presupposto che l’operatore di handling deve essere qualificato come un semplice ausiliario del vettore aereo, sicchè soltanto quest’ultimo può essere chiamato a rispondere in via contrattuale per la perdita e/o i danni che hanno interessato il carico. In quanto ausiliario del vettore, l’operatore di handling è soggetto alla disciplina della Convenzione di Montreal del 1999 e, pertanto, alle azioni degli aventi diritto al carico nei suoi confronti si applicano gli stessi esoneri e limitazioni di responsabilità previsti a favore del vettore aereo.

Contratti on-line e clausole di proroga della giurisdizione

Con sentenza del 19 settembre 2017 n. 21622, le Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno riconosciuto la validità di una clausola di proroga della giurisdizione richiamata attraverso un link contenuto nell’ordine di acquisto per e-mail. La pronuncia della Suprema Corte si pone in linea con il recente orientamento della Corte di Giustizia dell’UE, la quale ha ritenuto che tale modalità di stipulazione dell’accordo di proroga della giurisdizione sia conforme al disposto dell’articolo 23, par. 1, del Regolamento Bruxelles I, ai sensi del quale la forma scritta imposta per tali accordi “comprende qualsiasi comunicazione con mezzi elettronici che permetta una registrazione durevole dell’accordo attributivo di competenza”. Muovendo da tale presupposto, la Corte di Giustizia ha chiarito che l’inserimento di una clausola di proroga della giurisdizione in condizioni generali di contratto disponibili mediante accesso ad un sito internet lascia comunque alle parti la possibilità di stampare e salvare il testo della clausola stessa prima della conclusione del contratto, così consentendone la durevole registrazione. La pronuncia delle Sezioni Unite è destinata ad avere effetti significativi anche rispetto al settore del turismo e del trasporto di persone, ove la conclusione di contratti on-line è ormai sempre più frequente.