Limitazione della responsabilità armatoriale e questioni costituzionali

La questione relativa alla compatibilità della limitazione della responsabilità armatoriale con le norme costituzionali è sorta nell’ambito di un procedimento di fronte alla Corte d’Appello di Palermo. La causa aveva ad oggetto la limitazione del debito dell’armatore riguardo ad una nave con un tonnellaggio inferiore alle 300 tonnellate e, dunque, con applicazione delle disposizioni di cui agli articoli 275-276 co. nav. (e non del d.l. 111/2012 che incorpora le limitazioni previste dalla Convenzione LLMC). Gli attori hanno sostenuto che le disposizioni del codice della navigazione che risultavano applicabili fossero in contrasto con quelle della nostra Costituzione in quanto (i) ci sarebbe stata una irragionevole riduzione del risarcimento riconosciuto a favore dei danneggiati; ii) non c’erano ragioni che giustificassero una diversità di trattamento delle navi in base al differente tonnellaggio, iii) il diritto alla limitazione del debito non avrebbe operato solo in caso di dolo o colpa grave dell’armatore (e non anche dei suoi agenti o dei suoi ausiliari). La Corte d’Appello ha respinto tutte le domande attoree e non ha rimesso la questione alla Corte Costituzionale affermando che le disposizioni del codice della navigazione riguardo alla limitazione della responsabilità dell’armatore costituiscono un ragionevole compromesso tra interessi confliggenti e, come tali, in linea con le norme costituzionali.