Indennizzo assicurativo e risarcimento del danno: divieto di cumulo

Le Sezioni Unite della Cassazione, Sent. 12565/2018, hanno stabilito che indennità assicurativa e risarcimento del danno assolvono ad un’identica funzione risarcitoria e non possono cumulativamente convivere: la percezione dell’indennizzo, da parte del danneggiato, elide in misura corrispondente il suo credito risarcitorio nei confronti del danneggiante, che pertanto si estingue e non può essere più preteso, né azionato. Inoltre, il subingresso dell’assicuratore in base all’art. 1916 cod. civ. si produce automaticamente, in virtù del mero fatto del pagamento dell’indennità per quel danno di cui è responsabile il terzo, senza richiedere, a tal fine, la previa comunicazione da parte dell’assicuratore della sua intenzione di succedere nei diritti dell’assicurato verso il terzo responsabile.