Riconsegna parziale della merce: il destinatario è legittimato ad agire contro il vettore

La Corte d’Appello di Milano ha ritenuto che il principio secondo il quale la legittimazione ad agire per il risarcimento del danno subito dalle merci durante il trasporto spetta in via esclusiva al destinatario che abbia richiesto al vettore terrestre, anche tramite comportamenti concludenti, la riconsegna della merce (art. 13 CMR e 1689 c.c.) sia applicabile anche  nel caso di riconsegna parziale. Momento determinante ai fini della assunzione della titolarità dei diritti inerenti al trasporto è, infatti, quello della presa in consegna del carico (o della richiesta) da parte del destinatario, essendo irrilevante, vista l’inscindibilità dell’obbligazione in questione, la parzialità della stessa.

Sentenza della Corte di giustizia europea sul significato di reclamo in “forma scritta” nella Convenzione di Montreal

L’Art. 31 della Convenzione di Montreal prevede che, in caso di perdita o danneggiamento del bagaglio,  debba essere presentato entro 7 giorni un reclamo “scritto”, in mancanza del quale “si estinguono le azioni nei confronti del vettore“.

Nell’ambito di un procedimento dinanzi alla Corte Suprema Finlandese, è emersa la questione se un reclamo presentato telefonicamente dal passeggero e registrato per iscritto dal vettore aereo soddisfasse il requisito di cui all’art. 31 della Convenzione di Montreal.

La Corte di Giustizia, con sentenza del 12 aprile 2018 (causa C-258/16, Finnair v Fennia), avendo notato che la Convenzione di Montreal mira ad un “giusto equilibrio degli interessi“, ha ritenuto che il requisito di cui all’articolo 31 della Convenzione di Montreal è soddisfatto con la registrazione del reclamo nel sistema informatico del vettore o quando un rappresentante del vettore registri, con conoscenza del passaggero, su supporto cartaceo o elettronico il reclamo presentato oralmente dal passeggero.

Sentenza della Corte di Giustizia dell’UE sulla natura dei servizi di intermediazione taxi di Uber

Con sentenza del 20 dicembre 2017, nella causa C-434/15, la Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha stabilito che un servizio d’intermediazione, come quello di Uber, avente ad oggetto la messa in contatto mediante un’applicazione per smartphone, dietro retribuzione, tra conducenti non professionisti, che utilizzano il proprio veicolo, e persone che desiderano effettuare uno spostamento nell’area urbana, deve essere considerato indissolubilmente legato ad un servizio di trasporto e rientrante, pertanto, nella qualificazione di «servizi nel settore dei trasporti», ai sensi dell’articolo 58, paragrafo 1, TFUE. Un servizio siffatto deve, di conseguenza, essere escluso dall’ambito di applicazione dell’articolo 56 TFUE, della direttiva 2006/123 e della direttiva 2000/31.

Handling aeroportuale e contratto a favore di terzo

Con sentenza n. 21850 del 20 settembre 2017, la Corte di Cassazione ha statuito che il rapporto che si instaura tra vettore aereo, operatore di handling e interessato al carico non può essere configurato in termini di contratto a favore di terzo, così escludendo la sussistenza di un rapporto obbligatorio di natura contrattuale tra operatore di handling e interessato al carico. Il giudice di legittimità ha fondato la propria decisione sul presupposto che l’operatore di handling deve essere qualificato come un semplice ausiliario del vettore aereo, sicchè soltanto quest’ultimo può essere chiamato a rispondere in via contrattuale per la perdita e/o i danni che hanno interessato il carico. In quanto ausiliario del vettore, l’operatore di handling è soggetto alla disciplina della Convenzione di Montreal del 1999 e, pertanto, alle azioni degli aventi diritto al carico nei suoi confronti si applicano gli stessi esoneri e limitazioni di responsabilità previsti a favore del vettore aereo.

Contratti on-line e clausole di proroga della giurisdizione

Con sentenza del 19 settembre 2017 n. 21622, le Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno riconosciuto la validità di una clausola di proroga della giurisdizione richiamata attraverso un link contenuto nell’ordine di acquisto per e-mail. La pronuncia della Suprema Corte si pone in linea con il recente orientamento della Corte di Giustizia dell’UE, la quale ha ritenuto che tale modalità di stipulazione dell’accordo di proroga della giurisdizione sia conforme al disposto dell’articolo 23, par. 1, del Regolamento Bruxelles I, ai sensi del quale la forma scritta imposta per tali accordi “comprende qualsiasi comunicazione con mezzi elettronici che permetta una registrazione durevole dell’accordo attributivo di competenza”. Muovendo da tale presupposto, la Corte di Giustizia ha chiarito che l’inserimento di una clausola di proroga della giurisdizione in condizioni generali di contratto disponibili mediante accesso ad un sito internet lascia comunque alle parti la possibilità di stampare e salvare il testo della clausola stessa prima della conclusione del contratto, così consentendone la durevole registrazione. La pronuncia delle Sezioni Unite è destinata ad avere effetti significativi anche rispetto al settore del turismo e del trasporto di persone, ove la conclusione di contratti on-line è ormai sempre più frequente.

Sentenza della Corte di Giustizia dell’UE sulla responsabilità del vettore aereo in caso di cancellazione del volo

Con sentenza dell’ 11 maggio 2017, la Corte di Giustizia dell’Unione Europea si è pronunciata sulla portata da attribuire agli articoli 5, paragrafo 1, lettera c) e 7 del Regolamento (CE) n. 261/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, che istituisce regole comuni in materia di compensazione ed assistenza ai passeggeri in caso di negato imbarco, cancellazione del volo o ritardo prolungato. Il giudice comunitario ha chiarito che, laddove la cancellazione del volo non sia stata comunicata ai passeggeri almeno due settimane prima dell’orario di partenza previsto, il vettore aereo operativo è tenuto a pagare agli stessi un’adeguata compensazione pecuniaria. La Corte di Giustizia ha inoltre precisato che l’obbligo di compensazione resterebbe a carico del vettore anche nel caso in cui l’omessa comunicazione della cancellazione del volo ai passeggeri sia imputabile all’agente di viaggio che, pur essendo stato tempestivamente  informato dell’inconveniente dalla compagnia aerea, non abbia prontamente trasmesso l’informazione ai passeggeri.

Un’altra sentenza in tema di costi minimi dell’autotrasporto

Con sentenza n. 2655 del 21 Febbraio 2017, il Tar del Lazio ha annullato i provvedimenti con cui il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti aveva determinato i costi minimi relativi all’autotrasporto per conto terzi, sulla base della medesima formula utilizzata in precedenza dall’Osservatorio sulle Attività di Autotrasporto.  Nella motivazione, il TAR richiama anche l’importante decisione della Corte di Giustizia dell’Unione Europea del 4 Settembre 2014, con la quale il giudice comunitario ha dichiarato l’incompatibilità dell’art. 83-bis D.L. 112/2008 con il principio della libera concorrenza ex art. 101 TFUE,  in quanto l’art 83-bis prevedeva che le tariffe dell’autotrasporto fossero calcolate sulla base dei costi minimi di esercizio determinati da un organismo (l’Osservatorio sulle Attività di Autotrasporto) principalmente composto dagli operatori economici interessati.

Azione diretta del sub-vettore e fallimento

Con sentenza resa in data 28.09.2015, il Tribunale di Torino ha affermato che la disposizione di cui all’art. 7-ter D. Lgs. 286/2005 – relativa all’azione diretta del sub-vettore nei confronti delle altre imprese coinvolte nella filiera del traporto – possa trovare applicazione soltanto tra soggetti in bonis. In particolare, il Tribunale ha chiarito che – laddove intervenga una procedura fallimentare – debbano trovare applicazione le norme speciali dettate dalla Legge Fallimentare, il cui principio fondamentale è quello della par condicio creditorum.